Se siete appassionati di spazio come me, visitare la NASA a Houston è un’esperienza che va messa subito nella lista dei sogni da realizzare. Andiamo al Johnson Space Center a Houston! Noi ci siamo andati ad Aprile 2024 nell’ambito del nostro viaggio on the road in Texas…

Info utili alla visita alla NASA
Come arrivare:
- La NASA si trova a circa 25 km dal centro di Houston.
- In auto (cosa che abbiamo fatto noi): si raggiunge facilmente seguendo le indicazioni per Clear Lake / Johnson Space Center. C’è un parcheggio gratuito molto ampio
- Trasporto pubblico: bus METRO n. 249 e 240 collegano il centro di Houston alla NASA.
Orari:
- Solitamente aperta dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 17:00.
- Chiuso il lunedì e nei principali giorni festivi.
- Consiglio di controllare sempre il sito ufficiale per eventuali variazioni legate a eventi o missioni speciali.
Biglietti:
- Adulti: circa 35 USD
- Bambini (4–12 anni): circa 25 USD
- Bambini sotto i 4 anni: ingresso gratuito
- Sconti per studenti, militari e senior disponibili online.
- Consiglio di prenotare online per saltare le code e avere accesso a eventuali tour guidati extra.
Il tram tour: visita alla NASA
La vera chicca è il tram tour, consiglio di farlo appena entrati, e ti porta all’interno dei complessi più interessanti.
La prima tappa che colpisce è l’area esterna, dominata dal maestoso Saturn V, il razzo che portò l’uomo sulla Luna. Osservarlo dal vivo dà un senso incredibile della scala della tecnologia umana: alto più di 100 metri e con una spinta di milioni di chilogrammi, il Saturn V è ancora oggi il razzo più potente mai costruito.
Dal punto di vista astronomico, questo gigante rappresenta il ponte tra la Terra e la Luna, un’armonia tra gravità, energia e traiettorie calcolate con precisione millimetrica per permettere a una capsula con astronauti di lasciare l’orbita terrestre e inserirsi in quella lunare.
Ogni missione Apollo veniva lanciata con il Saturn V, ancora oggi il razzo più potente mai volato con equipaggio. Composto da tre stadi e alto oltre 110 metri, aveva il compito di portare in orbita e verso la Luna il Modulo di Comando, il Modulo di Servizio e il Modulo Lunare. Quest’ultimo era il veicolo progettato per posarsi sulla superficie e poi decollare nuovamente per riagganciarsi al modulo principale in orbita.
Curiosità: sapevate che gli astronauti devono imparare a camminare in “gravità zero” simulata prima di andare nello spazio? Alcuni esercizi sono davvero pazzeschi!
Apollo Mission Center

All’interno, l’Apollo Mission Center, secondo me vale la visita alla NASA ed anche un viaggio in USA…qui ti viene spiegato dettagliatamente TUTTO riguardo a questa le missioni spaziali Apollo.
Le missioni Apollo nacquero nel pieno della Guerra Fredda, quando la competizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica si giocava sempre più nello spazio. Dopo i primi successi sovietici, come lo Sputnik e il volo di Gagarin, il presidente John F. Kennedy dichiarò nel 1961 che gli Stati Uniti avrebbero portato un uomo sulla Luna e lo avrebbero riportato sano e salvo sulla Terra entro la fine del decennio. Questo obiettivo ambizioso diede inizio al programma Apollo, un progetto colossale che coinvolse centinaia di migliaia di persone e risorse economiche e tecnologiche mai viste prima.
La tragedia di Apollo 1 e la rinascita del programma
Il programma fu segnato subito da un evento drammatico. Nel 1967, durante un test a terra, un incendio all’interno della cabina della missione Apollo 1 causò la morte dei tre astronauti a bordo: Gus Grissom, Ed White e Roger Chaffee. L’incidente portò a una revisione totale della capsula, dei materiali e delle procedure di sicurezza.
Dopo oltre un anno di analisi e lavoro, il programma poté ripartire in modo più solido e sicuro. Ci furono tante missioni Apollo per preparare quello che sarebbe stato poi il primo vero approccio alla Luna.
Apollo 11: il primo passo dell’umanità sulla Luna
Il 20 luglio 1969, con Apollo 11, l’obiettivo fissato da Kennedy venne finalmente raggiunto. Neil Armstrong e Buzz Aldrin scesero sul Mare della Tranquillità mentre Michael Collins restava in orbita nel modulo di comando. Il 20 Luglio 1969, Armstrong pronunciò la frase destinata a entrare nella storia “Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”.
L’equipaggio condusse esperimenti, raccolse campioni e piantò la bandiera americana. Fu un evento di portata mondiale, seguito da milioni di persone.
Le missioni successive e la maturità dell’esplorazione lunare
Le missioni Apollo che seguirono ampliarono enormemente la conoscenza scientifica della Luna. Apollo 12 perfezionò la precisione dell’allunaggio, Apollo 14 inaugurò una fase più avanzata di ricerca dopo il quasi disastro di Apollo 13, famosa per la frase: “Houston, abbiamo un problema.”
Apollo 15, 16 e 17 portarono sulla superficie lunare strumenti sofisticati e il Lunar Rover, che permise di esplorare aree molto più vaste. Apollo 17, del 1972, fu l’ultima missione con esseri umani sulla Luna e vide la partecipazione dell’unico geologo professionista ad aver camminato sul nostro satellite, Harrison Schmitt.
Le missioni Apollo portarono sulla Terra 382 kg di rocce e campioni lunari, che contribuirono a comprendere l’origine della Luna e l’evoluzione del sistema solare.
Space Shuttle Independence

Lo Shuttle Independence è una ricostruzione in scala 1:1 dello Space Shuttle, l’iconico veicolo riutilizzabile della NASA utilizzato tra il 1981 e il 2011. È montato sopra un vero Boeing 747 SCA, l’aereo che un tempo trasportava gli shuttle da una base all’altra negli Stati Uniti.
È stato il primo veicolo spaziale parzialmente riutilizzabile della storia e ha permesso di portare in orbita satelliti, telescopi come Hubble, moduli per la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale e numerosi esperimenti scientifici.
Il grande aereo sotto l’Independence non è una replica (guardate la foto su) ma è un vero Shuttle Carrier Aircraft, un 747 modificato dalla NASA per trasportare in volo gli orbiter sulla schiena. Questi voli erano necessari ogni volta che lo shuttle atterrava in località diverse dal Kennedy Space Center o quando veniva spostato in occasione di test e manutenzioni. Il 747 veniva rinforzato internamente, alleggerito in alcune parti e dotato di speciali attacchi superiori per sostenere il peso dello shuttle. Vederlo dal vivo consente di capire quanto fosse logistico e complesso spostare un veicolo spaziale lungo gli Stati Uniti.
L’ingresso all’interno dello Shuttle
Una delle caratteristiche più sorprendenti dell’Independence è che puoi entrarci dentro. La visita si svolge in due parti: prima entri nel 747, dove una mostra spiega la storia del carrier aircraft, le modifiche necessarie e il modo in cui venivano pianificati i voli. Poi sali dentro l’orbiter vero e proprio. Gli interni mostrano l’abitacolo, la cabina superiore, i pannelli di controllo e la zona dedicata agli esperimenti scientifici. Non è un veicolo operativo ma una ricostruzione estremamente fedele, che permette di vedere da vicino come gli astronauti vivevano, dormivano, mangiavano e lavoravano durante le missioni.
Area Marte 2030
Infine, l’Area Mission Marte 2030 proietta lo sguardo sul futuro. Qui la NASA mostra i progetti per le prime missioni umane su Marte, con modelli dei veicoli spaziali, laboratori e strumenti scientifici pensati per vivere su un pianeta lontano più di 50 milioni di chilometri dalla Terra. Dal punto di vista astronomico, Marte è un mondo che ha un giorno solo leggermente più lungo del nostro e una gravità pari a circa un terzo di quella terrestre. Comprendere ogni strumento, ogni esperienza simulata serve a preparare gli astronauti a interagire con un ambiente alieno, dal riciclo dell’acqua alla produzione di cibo in condizioni estreme.

Perché andare
Visitare la NASA a Houston non è solo per appassionati di spazio. È un’esperienza che insegna curiosità, dedizione e passione per la scienza. Uscirete con la sensazione di aver fatto un piccolo passo… nello spazio!
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